Super Tuscan, la moda internazionale che avvantaggia i sommelier

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La Francia ha fatto la storia del vino, e la Toscana… ha risposto!

Già da 40 anni circa, la reazione italiana alla nomea dei vitigni francesi, ha creato questa categoria di vini Super Tuscan, che per la loro produzione utilizzano tali vitigni in blend con quelli toscani, come il Sangiovese. Inoltre, evolvono i vini in barriques, le celebri botti piccole utilizzate nella vinificazione francese.

Dettagli non da poco, e chi ha seguito uno dei tanti corsi per sommelier a Roma, avrà avuto modo di capire che la differenza di blend e di metodo creano un vino ben diverso dal classico Chianti, per citarne uno tra i tradizionali vini toscani.

Quando nasce la tendenza Super Tuscan

In un momento difficile per i vini tradizionali toscani, è nata l’esigenza di un rinnovamento e di un nuovo posizionamento internazionale. L’enologo Giacomo Tachis e l’esperto di vini James Suckling sono tra i padri fondatori e promotori di questi vini, che però vedono i precursori già in piena II Guerra Mondiale, quando nel 1944 il marchese Incisa pianta le viti di Merlot e Cabernet nelle tenute del Sassicaia a Bolgheri. Tachis arriva nel 1968, poi ci sarà Antinori a miscelare Tignanello e Cabernet, e alla metà degli anni Ottanta vedono la luce le vinificazioni di Ornellaia e Masseto e produzioni celebri come quelle dell’azienda agricola Montevertine.

Creazioni per vini da tavola toscani di livello qualitativo alto, l’eccellenza cosiddetta che arriva a clienti che non si accontentano dei vini DOC e che fecero presto moda.

I sommelier si avvantaggiano di tale tendenza, essendo ferrati sulle differenze tra i Super Tuscan e i vini classici, consigliano i grandi appassionati di vino o i collezionisti, che mirano ad un Sassicaia unico oppure ad un Ornellaia esclusivo per gli eventi a tavola.

I vini Super Tuscan diventano poi negli anni Novanta dei vini IGT (Indicazione Geografica Tipica Toscana), pur sempre con dei distinguo importanti a livello enologico e dei disciplinari del vino.

Il gusto dei Super Tuscan, da qualche anno è spesso ricercato anche nei prodotti diversi della regione, cercando di evitare i blend – alcuni Chianti Classico presentano ormai delle caratteristiche simili.

Tornano di moda i vitigni autoctoni, certo, ma il prestigio dei Super Tuscan di certo non si affievolisce, sopratutto a livello di mercato. Molto richiesti in particolare negli Stati Uniti, questi vini toscani sono frutto di un’arte della vinificazione raffinata, che però è stata anche molto criticata, sopratutto in questa fase “discendente” della moda.

Giudicati da alcuni vini senza troppo carattere, i Super Tuscan spesso erano assimilati a vini in stile Bordeaux, anche se nei casi migliori, invece, si ispiravano al Sangiovese di qualità, che non si poteva produrre secondo le regole del Chianti.

Ad oggi, i consumatori si sono maggiormente orientati verso altre tipologie di vini, anche se il fascino dei blend è sempre molto alto e riscuote il suo successo.

Tra i vini più richiesti in questo segmento di mercato, ancora oggi, ci sono il Merlot 100% IGT “La Ricolma” della fattoria San Giusto a Rentennano, il vino IGT Gabbro Cabernet Sauvignon della Tenuta Montepeloso, la produzione di Ampeleia con IGT Costa Toscana blend di Cabernet Franc.

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