Come cambiano i programmi tv nel corso degli anni?

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Il 1954 rappresenta una data fondamentale per la storia della cultura italiana. Viene trasmesso il primo programma televisivo ufficiale dalla RAI.

Gli studi sulla televisione in Italia erano iniziati due decenni prima, ma solo negli anni Cinquanta tutto diventa realtà.

I programmi tv entrano nella vita dei cittadini e crescono in poco tempo a ritmi impressionanti. La quotidianità viene stravolta da questa incredibile novità, ma agli inizi la televisione era ancora un bene di lusso che poche persone potevano permettersi. Proprio per questo, molti italiani si riunivano nei bar o nelle case dei loro vicini per assistere insieme ai programmi che venivano trasmessi.

Quali erano le trasmissioni più amate? Sicuramente al primo posto c’erano i telequiz, ispirati ai modelli statunitensi. Il Musichiere con Mario Riva e Lascia o Raddoppia? con Mike Bongiorno rappresentano i pionieri nel mondo dei telequiz italiani.

Oltre ad essere interessanti ed educativi, questi programmi televisivi intrattenevano le persone, le facevano ridere e divertire. Ed è infatti l’intrattenimento il genere che le reti e gli spettatori preferiscono ancora oggi.

I telequiz e i game show continuano ad esistere e ad evolversi, coinvolgendo sempre più il pubblico ed ispirandosi a programmi tv statunitensi ed europei.

Ciò che oggi li differenzia maggiormente dai programmi tv degli anni Cinquanta è l’assenza della diretta. In principio la televisione era pura diretta. Non esisteva un montaggio televisivo a posteriori ed ogni scelta veniva fatta sul momento. La parola chiave era simultaneità.

Oggi non è più così e moltissimi programmi vengono prima registrati e poi tagliati e montati per essere trasmessi. Diversi telequiz, ad esempio, cercano di simulare la diretta, in modo da coinvolgere maggiormente lo spettatore seduto sul divano di casa. In realtà sono registrati e la simultaneità è solo un’illusione.

La diretta era una delle fondamentali caratteristiche della televisione e rappresentava ciò che maggiormente differenziava questo nuovo medium dal cinema. La stiamo forse perdendo completamente? Forse qualche errore, qualche battuta non programmata riesce a divertirci e ad intrattenerci molto di più di gag studiate a tavolino. Chi non aspetta il Festival di Sanremo, non solo per ciò che rappresenta, ma anche per notare gli errori e per vedere arrossire il conduttore che non sa quale telecamere fissare?

Forse basterebbe solo un po’ più di spontaneità, per tornare ad amare i programmi tv proprio come li amavamo negli anni ’50. Certo, non è più una novità come allora, ma può essere ancora piacevole e divertente!

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