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Nonostante
tutto, eccoci qua. Qualche defezione, qualche new-entry, tutti pronti a
rialzarsi dopo il Grande Ruzzolone mondiale. E dobbiamo fare alla svelta
anche, seppur con le ossa un po’ doloranti. Questa è la storia però, e la
Storia viaggia su continue oscillazioni, talvolta ripide e repentine. Come
la nostra vita, insomma.
Se siamo ancora qua a ricontarci, come ogni anno, significa che abbiamo
voglia e forza per proseguire; ricominciare daccapo.
Forse andremo lenti all’inizio, ma certamente si procederà.
E’ anche il momento per fare qualche riflessione, per cogliere qualche
opportunità e tentare di cambiare con il resto del Mondo, se il Mondo
cambierà.
Per le tre componenti organiche al settore (Distribuzione, Rivendita,
Stampa Specializzata), può essere utile, se non strategico, ripensare un
po’ a tutto il meccanismo, evitando alibi e autocommiserazione. Difficile
credere che non ci siano più appassionati a cui rivolgersi; che i lettori
siano ridotti a riserva indiana e che i giovani sentano solo audio liquido
in “cuffietta”. Signori: c’è Internet! La più grande e diffusa rivoluzione
sociale dall’invenzione della ruota. Siti, forum, aste a non finire. E tra
tante chiacchiere e qualche castroneria, c’è anche tanta gente che sa cosa
vuole e perché, avendo a disposizione circa quaranta anni di vintage audio
a cui attingere. Con molta probabilità, tra questi cibernauti, c’è chi non
ha mai acquistato una rivista hi-fi; comprato un sistema hifi o A/V in un
negozio, che cosa sia il Top Audio Video Show o l’APAF. Però conosce tutto
dei prodotti che gli interessano, sapendo dare di loro un’attendibile
valutazione tecnica ed economica, condividendola in Rete con altri, fino a
creare un “valore di mercato”. Ricavare da questa situazione una
“anamnesi” è piuttosto semplice. La Comunicazione, o meglio, i valori che
questa veicola, non funzionano più.
La Comunicazione deve cambiare, per tutti, da tutti verso tutti. Per
troppo tempo si sono usati i canali tradizionali per far conoscere le
meraviglie dell’elettronica di consumo “firmata”, ad un pubblico che – nel
frattempo – cambiava abitudini e reddito, evolveva nella percezione delle
cose circostanti e di sé stesso, acquisendo una maggiore consapevolezza
dei propri desideri e delle proprie risorse. A loro volta, i media
“naturali” del settore – le riviste specializzate – perdevano smalto,
slancio, capacità di interpretazione, continuando a rivolgersi ad un
gruppo ormai cenacolare di lettori, continuando ad usare un linguaggio
codificato.
Per i punti vendita vale, sostanzialmente, lo stesso discorso. Sono
categoria molto disomogenea perché così è fatto il nostro Paese, ma
competenza, servizi, cortesia, disponibilità, affidabilità fan parte del
bagaglio professionale di ciascuno, e non sono fattori che attengono a
variabili locali. I Rivenditori, o parte di essi, devono abbandonare la
fase attendista ed andare incontro al Cliente; “uscire” dal negozio,
utilizzare il “porta-a-porta”, se necessario. Appare, quindi,
improrogabile, se non si vuole rimanere tagliati fuori dal restart, la
necessità di adottare un nuovo linguaggio, nuove forme di comunicazione
per far conoscere, farsi conoscere, farsi capire, uscendo dal ghetto del
prodotto (ex)specialistico, creando infinite opportunità d’incontro con la
Clientela. Tutta la Clientela, non solo i Soliti Noti.
La Musica ed il Cinema sono linguaggi universali e interetnici; i mezzi
per la loro rappresentazione devono essere proposti partendo dalla gioia e
dalla partecipazione che questi regalano alla gente. Tanta gente.
Continuare a proporre l’Audio (e non la Musica) ed il Video (e non il
Cinema) in forma di “gioielli” esclusivi, come beni di lusso tout-court, è
una concezione condannata dai tempi che stiamo superando e va
riconsiderata. L’High-End Audio o Video va proposto per quello che è: alto
artigianato tecnico e/o tecnologico che mira verticalmente alle
prestazioni. Non dona virilità o prestigio, ma emozione e soddisfazione.
Ci vuole, in conclusione, una “rivoluzione culturale”, un “new deal” che
riporti il settore nel più corretto assetto; scambiando un po’ di snobismo
con una buona dose di umana simpatia, avvicinandosi agli appassionati -
quelli che la musica ed i film li sentono e li vedono con il cuore - più
che agli audioscambisti. Semplicità, competenza, creatività, e tanta
voglia di imparare, queste potrebbero essere le password giuste. Oggi è
già domani e non possiamo aspettare un altro giorno.
Guido Baccarelli
Presidente APAF
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